di Salvo La Delfa

Lupetti e coccinelle scout di tutta la Sicilia in giro per la città per il campo regionale “Piccole Orme” dedicato alla lavorazione del papiro

 

Non ha destato lo stesso clamore della presenza dello sceicco Tamin Bin Hamad Al-Thani  o dell’attore Herbert Ballerina  ma la permanenza nella nostra città di 29 lupetti scout Agesci provenienti da tutta la Sicilia per svolgere il campo “Piccole Orme” dedicato alla lavorazione del papiro merita attenzione, soprattutto per il particolare significato che questa esperienza ha avuto.

Il campo regionale “Piccole orme” ha visto la partecipazione di 29 lupetti e coccinelle provenienti da diverse città siciliane (come per esempio, Alcamo, Messina, Enna, Palermo, Troina, Canicattì) di cui tre di Siracusa: Giulia, Alessandro e Samuele. Guidati dai 7 responsabili (Stella, Matteo, Francesco, Maria , Simona, Marco e Maria Grazia) i lupetti e le coccinelle scout hanno svolto un campo alla scoperta della lavorazione del papiro, dall’estrazione dalla pianta alla produzione di un foglio. I ragazzi, che sono stati ospitati nella sede del Siracusa 1 presso la chiesa di San Martino in Ortigia, guidati da Angelo dell’Angolo del Papiro, hanno avuto modo di vedere l’habitat naturale dove la pianta cresce, raccogliendone le parti idonee e producendone dei fogli.

Racconta Marco Famà che, insieme a Maria Grazia Basile, è stato capo campo di questa attività: “Dal punto di vista educativo l’esperienza ha avuto molteplici ricadute per i ragazzi. Oltre a sviluppare capacità manuali, gli scout hanno compreso cosa significa produrre un foglio, il lavoro e il tempo necessario e, di conseguenza, hanno raggiunto una maggiore consapevolezza di tipo ambientale relativamente al consumo e   allo spreco della carta”.

Nei cinque giorni di campo siracusano, gli scout hanno visitato, oltre l’Angolo del Papiro dell’artigiano Angelo, anche il Museo del Papiro, incontrando il fondatore Corrado Basile, il mercato di Ortigia, il Tempio di Apollo e il Castello Maniace. Una conoscenza del territorio, della sua dimensione storica e artistica, piccoli turisti che ricorderanno Siracusa e magari ritorneranno a visitarla. 29 lupetti che hanno apprezzato durante il loro soggiorno la nostra città e, insieme a loro, le loro famiglie che li hanno accompagnati e ripresi. I genitori della coccinella Giorgia, che vivono ad Alcamo, hanno invece preferito rimanere a Siracusa durante il periodo del campo, visitandola e godendo delle sue bellezze artistiche e architettoniche.

“L’esperienza ha richiesto ai ragazzi di allontanarsi dal nucleo familiare e di avvicinarsi a una comunità di estranei”, continua Marco Famà. “Ciò ha permesso loro di creare relazioni, amicizie e, quindi, crescita personale”. Emozionati i ragazzi a fine campo. Pianti ed abbracci tra di loro nonostante si fossero conosciuti solamente alcuni giorni prima. “Siamo stati insieme giorno e notte, è normale che poi ci siamo affezionati”, commenta Giulia, lupetta di Siracusa, mentre con gli occhi umidi abbraccia e saluta i suoi compagnetti provenienti da Palermo e da Messina.

Una storia tra le tante storie che questa città vive e ha vissuto. Una storia in cui i protagonisti sono i nostri ragazzi, i nostri figli, il futuro di questa isola, che meritano attenzione, al pari, se non ancora di più, dell’attenzione che la città ha riservato a  Tamin Bin Hamad Al-Thani  e Herbert Ballerina.