di Francesca Garofalo

Da Roma a Siracusa: Nancy Russo, formatrice sulle Soft skills, Consulente marketing e Comunicazione e insegnante di Yoga. La chiave del successo? professionalità, motivazione e tanto studio.

 

Il bisogno impellente di un ritorno alle origini, perché è la terra a volerlo e a chiederlo. Essa reclama a sé  le sue creature, alle quali ha infuso la linfa vitale che scorre nelle vene e il cui richiamo equivale spesso, ad un ritorno alla vita stessa. Alla Sicilia, questa terra fertile, bella e misteriosa non è riuscita a sfuggire colei che ne ha saputo trarre la propria forza ed energia, Nancy Russo. Dalla solarità  contagiosa, tenace e generosa nasce nel 1976 a Catania, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si specializza in Management degli eventi culturali e in Formazione esperienziale. La sua professione è quella di Formatrice sulle Soft skills (competenze trasversali richieste nel mondo del lavoro come: saper comunicare efficacemente; saper lavorare in gruppo e tenere testa allo stress), Formatrice e Consulente Marketing e Comunicazione e insegnante di Yoga. Dopo aver vissuto 21 anni a Roma tra studi universitari e lavoro, e viaggi - soggiorno negli Stati Uniti e a Londra, durante una visita a Siracusa percepisce nella città un senso di appartenenza, un luogo di quiete dove poter costruire un futuro insieme alla sua bimba e in cui dare il suo contributo con le competenze acquisite. E proprio nell’infinito mare magnum del marketing, ciò che fa paura con lei diventa gioco, creatività e profondità che, uniti ad senso della meraviglia sono solo alcuni dei tasselli  su cui si fonda la sua vita, affrontata ogni giorno con positività. Più importante, però, è il senso di ribellione ad un marasma sociale frenetico pieno di inutilità ed alieno da empatia al quale reagisce seguendo il suo flusso (flow). Un impegno costante nella realizzazione degli obiettivi non solo personali, ma anche professionali, ricorrendo ad una buona dose di motivazione e sempre al meglio delle sue potenzialità. La tanto agognata chiave per il successo, nel mondo del lavoro attuale non è una chimera, ma alla portata di tutti, basta essere disposti ad alimentare la creatività, affinare le competenze e a lavorare su se stessi ed in team..

 A cosa non puoi rinunciare quando lavori?

“Alla professionalità, alla responsabilità. Quando faccio una cosa la devo fare al meglio delle mie possibilità”.

Cosa rappresenta il tuo lavoro?

“Amo vivere il lavoro come una dimensione di crescita, ricerca e creatività. Una dimensione sociale e generativa, produttiva e costruttiva. Amare il proprio lavoro richiede cure continue, presenza attenta. Amo impegnare le mie risorse e la mia passione competente per aiutare le persone a sviluppare le competenze personali, che le fanno eccellere nella vita professionale e relazionale. Mi entusiasma la creazione di percorsi di apprendimento per la crescita personale, per valorizzare le relazioni e facilitare il lavoro di gruppo, incrementare le potenzialità comunicative delle persone e delle organizzazioni”.

 

Nel tuo profilo Linkedin si legge “facilitatrice”. Di cosa si tratta?

“Ha a che fare con le persone, le relazioni, il lavoro di gruppo, gli obiettivi e la pianificazione per raggiungerli. Come facilitatrice del lavoro di gruppo e dell’apprendimento, mi impegno a: disegnare l’ambiente relazionale e l’ecosistema organizzativo del lavoro e a coordinarne le azioni; a coinvolgere tutti i partecipanti ad interagire, ascoltare, condividere, comunicare. Ad aiutare l’esplorazione delle competenze e delle potenzialità, la trasformazione delle resistenze in possibilità di azione; ad attivare e motivare all’apprendimento e ai risultati, agevolando la capacità di apprendere dall’esperienza, valorizzando e celebrando i successi, verificando il gradimento e l’andamento dei lavori. Ravvivare la gioia della conoscenza e della creatività, insieme”.

Cos'è  un Team Building?

“È un insieme di azioni formative che serve alla creazione, al funzionamento e allo sviluppo di un gruppo di persone. Si tratta di esperienze condivise attraverso cui le persone entrano in contatto tra di loro, creano relazioni e legami basati sulla fiducia e rispetto reciproco. Esistono diversi metodi per fare Team building (giochi, corsi di formazione, esperienze sportive e performative, viaggi)  tutti finalizzati a creare benessere per il gruppo, affinché possa lavorare meglio e produrre risultati eccellenti. Quando il team building è applicato alla creazione del gruppo di partecipanti in un corso di formazione, il percorso di apprendimento diventa un’esperienza condivisa, una dimensione in cui insieme, unendo talenti e competenze, si impara meglio, si instaurano legami e si gettano i semi per future collaborazioni”.

Le soft skills su cui preferisci lavorare maggiormente?

“L’ascolto e la comunicazione, la motivazione, la leadership, la creatività, l’empatia, la responsabilità. Perché migliorano la vita professionale e relazionale ed elevano la qualità della vita”.

Nella tua esperienza di team building, quali sono le più grandi difficoltà che percepisci all'interno del gruppo?

“Ciò che caratterizza tutte le cose nuove: la chiusura; la tendenza alla lamentela; una certa dose di negatività; l’egocentrismo ed i pregiudizi. Le prime attività sono progettate proprio per superare questi ostacoli e generalmente avviene presto e con grande stupore, a meno che manchi una vera motivazione correlata all’obiettivo”.

Pensi che queste siano causate dalla società in cui viviamo?

“In parte sono degli aspetti personali, spesso associati alla paura dei cambiamenti e delle novità. Certamente una società poco aperta ai cambiamenti, che valorizza poco le relazioni, diffidente e poco incline alla collaborazione, non aiuta”.

Cosa provi dopo aver dato vita ad un team?

“Un’emozione bellissima, un insieme di gioia, fiducia, energia, connessione e vitalità”.

C'è un caso in particolare che ricordi e ti ha colpito per l'evoluzione compiuta?

“Ce ne sono tanti e ognuno ha la sua particolarità, come l’esperienza di team building in un percorso formativo con 100 persone diverse per età, livello culturale, provenienza geografica e settore professionale: alla fine della giornata ho chiesto un feedback e prima del cerchio di condivisione è partito un lungo e sentito applauso. Oppure quando un gruppo molto variegato di 30 partecipanti ad un corso di formazione, dopo poche ore di attività aveva compiuto un’azione all’unisono al primo tentativo e, alla fine del percorso, ha segnato legami profondi e nuove collaborazioni”.

Secondo te come si raggiunge il successo?

“È una domanda immensa, posso rispondere solo in relazione a quello che significa per me. Il successo evoca in me la realizzazione della mia vocazione, la sensazione di essere in armonia, la padronanza delle scelte compiute, la consapevolezza di agire al meglio delle mie potenzialità, l’eccellenza quale attitudine che costituisce ogni azione e relazione, la creazione di valore nella mia vita e in quella degli altri. Mi impegno ogni giorno a raggiungerlo lavorando sulla mia crescita personale, studiando e approfondendo tutto quello che mi interessa, dedicando le energie alla realizzazione degli obiettivi che mi sono data, applicando l’arte dei piccoli passi, con costanza e pazienza, donando valore oltre il dovere professionale, nutrendo tenacia, fiducia e integrità”.

Un consiglio per approcciarsi al mondo del lavoro?

“Sapere cosa si offre, dove lo si offre e soprattutto perché. Occorre avere consapevolezza del proprio bagaglio di conoscenze e competenze, profonda conoscenza del proprio settore professionale e della propria motivazione intrinseca. Credo che un’elevata preparazione, buone soft skills, una massiccia dose di determinazione e fiducia unite al forte desiderio di impegnarsi in un’attività che piace, sia una modalità efficace per affrontare oggi il lavoro”.

Tre elementi per vivere bene e lavorare bene?

“Amore, gratitudine, presenza. Entusiasmo, impegno, equilibrio. Da miscelare a piacere”.

 

Quanto è importante la creatività?

“È una delle competenze “soft” più “powerful” e “strong”, perché influenza lo sviluppo delle competenze utili per affrontare al meglio il mondo della scuola e del lavoro. È una facoltà fondamentale per crescere ed essere consapevoli, immaginativi, liberi. La flessibilità, l’apertura, la capacità di scorgere connessioni, di adattarsi, di rispondere agli imprevisti, di scoprire vie inesplorate, di accogliere le differenze, di sviluppare idee utili sono tutti doni di una mente creativa”.

In che modo alimentarla?

“Nutrire la creatività è un compito meraviglioso che può cominciare durante l’infanzia (dopo i 18 mesi) e proseguire tutta la vita. Possiamo farlo in tanti modi, secondo le nostre inclinazioni o finalità, alimentando la ricettività per ciò che è nuovo, creando occasioni in cui la nostra mente è libera di vagare in nuovi territori e il nostro stato psicofisico permette al pensiero di estendersi più in profondità. La connessione profonda con il mondo che ci circonda, la collaborazione e la condivisione, il gioco, l’esplorazione, l’ascolto, l’apertura dei nostri sensi, del cuore e della mente offrono un grande sostegno alla creatività. Tra le modalità che preferisco, ci sono le passeggiate nella natura, lo yoga e la meditazione, la danza, la corsa, il sogno. Ognuno di noi può cercare la propria arte, quella dimensione che ci connette totalmente, che ci fa sentire pienamente coinvolti, immersi, concentrati nel piacere dell’attività”.

Come sfruttarla in ambito lavorativo?

“In molti contesti lavorativi la creatività può apportare grande beneficio, non solo nei settori creativi e innovativi, perché c’è costantemente bisogno di soluzioni nuove in un panorama in continuo cambiamento. Chi sviluppa la propria creatività migliora la propria capacità di rispondere alla complessità della vita, sa immaginare di più, sa ampliare la propria visione includendo più persone, avvenimenti e cose, quindi riuscirà a vivere la realtà secondo più punti di vista e prospettive, a trovare più soluzioni ad un problema, a pre-vedere e anticipare conseguenze, a comprendere i legami tra gli eventi, a elaborare idee più innovative e non omologate, a dare forma al futuro. Un ulteriore beneficio della creatività al lavoro è la soddisfazione e il piacere che si ricava dall’utilizzare la meglio le proprie potenzialità”.

Sei felice?

“Si, lo sono e mi impegno per esserlo sempre più”.

Qual è il tuo motto nella vita?

“I am rooted and I flow. Sono radicata e fluisco”.

Dove ti vedi in futuro?

“Perno su Siracusa e in giro per il mondo”.