di Salvo La Delfa

Don Ciotti a Siracusa: ”Dobbiamo lottare per i diritti umani e i diritti della Natura, dobbiamo lottare contro i femminicidi, contro le povertà, contro la dispersione scolastica”

 

E’ un messaggio di speranza ed impegno quello che oggi, nell’auditorium dell’Istituto Einaudi, alla presenza di rappresentanze di studenti di tutte le scuole superiori, Don Luigi Ciotti ha voluto consegnare ai ragazzi e alla città di Siracusa, in una visita organizzata dal coordinamento provinciale di Libera.

Messaggio di speranza ed impegno che don Ciotti ha lanciato raccontando alcuni episodi significativi che hanno segnato la sua vita inframmezzati con riferimenti alle vicende storico-politiche che hanno caratterizzato l’Italia dal dopoguerra ad oggi. L’ha fatto alla sua maniera, presentandosi agli studenti con “le sue fragilità e debolezze”, come un tassello di un “noi” che ha centrato tanti obiettivi e realizzato tanti progetti grazie alla collaborazione di attivisti e volontari presenti  in tutta Italia.

“La tempesta della vita può arrivare su ognuno di noi, ferite profonde che non si cancellano mai”. Con queste parole racconta agli studenti quando, all’età di 17 anni sulla panchina di una strada di Torino incontrò per la prima volta “gli occhi della disperazione”, gli occhi di un medico clochard  con il quale riuscì a instaurare, dopo diversi tentativi, una relazione, "essenza della vita”,  che lo condusse a seguire la sua vocazione: “Quell’incontro non poteva essere uno dei soliti incontri, da allora io continuo a vivere con gli altri, con i poveri e gli emarginati, e guai se venisse a mancarmi questa dimensione della mia vita”.

“Due mesi prima della strage di Capaci incontrai il giudice Falcone a Gorizia durante un corso di formazione sul tema delle droghe”, ricorda Don Luigi Ciotti. Quell’incontro lo portò a focalizzare il suo interesse e impegno contro tutte le mafie che per Don Ciotti oggi “sono tornate ad essere nuovamente forti ma nonostante ciò noi dobbiamo farci ancora più forti”. Racconta di quando, al primo anniversario della strage di Capaci, la mamma di Antonio Montinaro, agente della scorta di Falcone, gli chiese, piangendo e tenendolo per mano, di citare anche il nome di suo figlio comprendendo allora che “il primo diritto di una persona è essere chiamato per nome”. Da li nacque l’idea del 21 marzo, della giornata della memoria ed impegno, che quest’anno, nella sua venticinquesima edizione,  si svolgerà a Palermo. Dare più forza alle associazioni che si occupano dei Beni confiscati. “I mafiosi accettano tutto tranne che vengano privati dai frutti dei loro traffici illeciti”

“Dobbiamo lottare per i diritti umani e i diritti della Natura, dobbiamo lottare contro i femminicidi, contro le povertà e non contro i poveri, contro la dispersione scolastica. Dobbiamo essere umili, vogliosi di conoscere, di approfondire, di sapere”, continua il responsabile dell’Associazione Libera, interrotto da ripetuti applausi da parte di tutti i presenti.

Sono quattro i pericoli che il presbitero ed attivitista italiano vede per tutti noi: “La situazione mondiale con più di trenta focolai di guerra oggi attivi in tutto il mondo, la catastrofe ecologica, la recrudescenza delle organizzazioni mafiose che contribuiscono alla povertà, e l’impoverimento culturale dei giovani a causa di una società che non scommette su di loro”.

“Riempite la vostra vita di vita, riappropriatevi delle relazioni e non delle connessioni, non commuovetevi solamente quando una vita si perde ma muovetevi affinchè ciò non accada più”, sono solo alcuni dei messaggi che oggi Don Luigi Ciotti ha voluto sussurrare al cuore dei ragazzi siracusani in questa memorabile mattinata di grande impegno civico.

L’intervento di Don Luigi Ciotti è stato preceduto dai saluti della Dirigente Scolastica dell’Einaudi, Teresella Celesti e del sindaco di Siracusa, Francesco Italia,  e dalle presentazioni dei  rappresentanti di Libera Siracusa, Giovanna Raiti e Lauretta Rinauro.   Per gli studenti è intervenuta Valeria Piazzese, studentessa di quinto anno dell'Einaudi.