di Salvo La Delfa

La marina di Siracusa sporca e piena di bottiglie di vetro per terra dopo il primo venerdì notte di “liberi tutti” della fase 2. Non sarebbe il caso di presidiarla?

 

Ecco come si presentava questa mattina presto lo spazio del Foro Vittorio Emanuele II, la marina di Siracusa, sede negli ultimi anni della “movida” notturna siracusana. Sudiciume, bottiglie di vetro, tappi metallici, carte, fazzoletti ed altro sull’asfalto. Se avevamo sperato che la quarantena potesse cambiare il modo di comportarsi dei siracusani, potesse essere da stimolo e catalizzatore a rispettare l’ambiente e la nostra città ci eravamo sicuramente sbagliati. La fase 2 ha portato gli stessi problemi, lo stesso menefreghismo, la stessa apatia ed indifferenza nei confronti del decoro e della pulizia che si avevano prima. Duole che siano stati proprio i ragazzi, i giovani, la generazione che avrà l’onore e l’onere di gestire Siracusa, il suo patrimonio culturale, la sua bellezza, ad aver lasciato questo spazio così sporco.

La società che gestisce i rifiuti ha sicuramente ripulito tutto questa mattina, ma questo non può minimamente giustificare chi si comporta in questo modo, chi crede che lo spazio comune sia una pattumiera.

Chi deve vigilare su tutto ciò? E’ possibile che non si riesca a responsabilizzare in maniera corretta i nostri ragazzi, i gestori dei pub e dei bar che li operano? E’ necessario per forza utilizzare la mano dura? Non sarebbe il caso che in queste sere di “liberi tutti” le forze dell’ordine presidiassero quegli spazi per far da deterrente a qualsiasi comportamento scorretto e se ciò non bastasse si provvedesse anche a qualche multa? Non sarebbe opportuno che proprio in questo periodo di “isolamento”, di assenza dei turisti, si facesse un salto di qualità culturale per trovarci pronti e più ospitali nei confronti di tutti quelli che verranno nei prossimi mesi a visitare la nostra città?

Libertà significa rispettare le regole, non poter fare ciò che si vuole.  Sarebbe il caso di intervenire.

[Foto: Stefania Battista]