di Caterina Italia ,  Alessandra Tigano

Grazie alle intuizioni di Matthew Lipman, che ha portato il pensiero riflessivo all’interno delle pratiche didattiche dei docenti e degli alunni, la Philosophy For Children” (P4C) permette, utilizzando la meraviglia, il  pensiero e il gioco  caratteristici dei ragazzi di fare - filosofia con i più piccoli, riflettendo sulle  azioni nel momento stesso in cui esse si svolgono.

Ormai dal lontano 1991, in molte scuole italiane, si pratica la filosofia con i bambini. Le scuole che sperimentano questo modello educativo scommettono sulla trasformazione della classe scolastica in una vera e propria comunità di ricerca filosofica. Il progetto si è sviluppato sulla base delle intuizioni di Matthew Lipman, che ha ideato negli anni ’70 un percorso da proporre ai bambini sin dalla scuola dell’infanzia. I bambini, più degli adulti, sono portatori di meraviglia, possiedono un pensiero poco contaminato dai pregiudizi e dimostrano una maggiore predisposizione nel mettersi in gioco. Meraviglia, pensiero e gioco sono le caratteristiche principali del fare - filosofia con i più piccoli.  Lipman ha, quindi, avuto il merito di portare il pensiero riflessivo all’interno delle pratiche didattiche dei docenti e degli alunni, trovando un filo conduttore tra lo spontaneismo dell’agire fine a sé stesso e il pensare come stile di apprendimento.

Non si tratta di un generico “imparare a pensare” ma della competenza di riflettere sulle proprie azioni nel momento stesso in cui esse si svolgono.  Si tratta di un pensiero “in situazione” che parte dal concreto per innalzarsi gradualmente al concetto. Il pensiero riflessivo spinge oltre l’azione presente e conduce a valutare gli effetti e le conseguenze dell’agire, che da casuale diventa previdente. La filosofia da prodotto diventa dunque un processo che porta alla soluzione dei problemi concreti che il vivere pone, tramite un pensiero che riflette, analizza, scompone e ricompone, spesso senza sosta e senza mai raggiungere un sapere definitivo.

Come sosteneva Peirce: il cammino della ricerca non deve essere bloccato. D’altra parte non era questo l’incedere di Socrate? Il sapere di non sapere che spinge a non accontentarsi del già noto, ma che sprona sempre ad andare un po’ più in là, guidati dalla ragione e dal dialogo.

La diffusione della pratica filosofica con i bambini nelle scuole è stata possibile grazie all’impegno e alla determinazione del Centro di Ricerca sull’Indagine Filosofica (CRIF), fondato dal Prof. Antonio Cosentino, con sede a Roma e oggi direttore scientifico della Scuola estiva internazionale di Acuto che - sulla base di un’esplicita autorizzazione da parte di M. Lipman e A. Sharp - si è affermata, nel corso degli anni, come scuola di Pratica filosofica di comunità. L’obiettivo principale che il CRIF e la Scuola internazionale di Acuto si pongono è quello di promuovere lo sviluppo professionale per facilitatori di “Philosophy For Children” (P4C) con uno specifico impegno alla ricerca e alla sperimentazione nell’ambito della teoria e pratica del dialogo filosofico e della community building.

Attività di ricerca e di divulgazione della Philosophy For Children nelle aule scolastiche della Sicilia sono state promosse in ambito accademico nel 2003 dall’Università di Catania, con i docenti Rosaria Longo e Francesca Pulvirenti. Inoltre, nel 2017 è nata la sede del CRIF della Sicilia Orientale, grazie all’attività dei docenti Francesca Pulvirenti, Alessandra Tigano, Caterina Italia, Ornella Di Mauro, Laura Viani, Lisa Ciminiello, Astrid Ascani, Giovanna Megna, Paola Tavano, Teresa Floridia, Emanuela Cascio e Dino Calderone che operano nelle province di Catania, Siracusa, Ragusa e Messina. A tutt’oggi il CRIF Sicilia orientale sta sperimentando il protocollo d’intesa siglato a livello nazionale con il Miur “La philosophy for children”: un’opportunità di apprendimento per tutti”. In collaborazione con la sezione catanese dell’Associazione pedagogica italiana (Aspei), diretta dalla prof.ssa Vetri, ha organizzato laboratori di philosophy for children/community/Citizen per bambini, ragazzi e adulti promuovendo anche percorsi di formazione per i docenti che volessero proporre, a loro volta, questa esperienza nelle loro classi di insegnamento.