di Francesca Garofalo

Di valore inestimabile, come riconosciuto dallo storico dell’arte Paolo Giansiracusa, nel 2018 il museo ha registrato sessanta mila presenze. Finanziato inizialmente dall’Amministrazione Comunale, il museo venne ricostruito su ruote dopo l’ordinanza di demolizione per abusivismo. Nonostante ciò il proprietario del terreno che lo accoglie  è riuscito comunque ad ottenere il sequestro dell’area che sarà eseguito il 5 giugno 2019, lasciando senza sede il museo. I responsabili dell’Associazione “Gruppo Cartapesta” lamentano una mancanza di risposta da parte degli amministratori della città nonostante la continua richiesta di una nuova sede

 

Un’Odissea, il cui esito ha determinato un destino amaro. Chi almeno una volta ha visitato il presepe di cartapesta a grandezza naturale di Cassibile, non può non sobbalzare ed accogliere con un sentimento di tristezza e stupore la decisione della sua chiusura e forse della sua eterna scomparsa. Domani, dopo ben 33 anni l’opera di cartapesta più grande d’Italia, divenuta una vera e propria istituzione, vedrà alle ore 9.00 porre, sulla proprietà che lo accoglie, i sigilli in quanto ne è stato disposto il sequestro. Non hanno portato ai risultati sperati le richieste di Vincenzo Cianci, socio fondatore e presidente dell’associazione “Gruppo Cartapesta” al sindaco Francesco Italia e vana, a questo punto, risulta la possibilità di affrontare la questione nei mesi di agosto/settembre, come aveva suggerito l’assessore alla Cultura Fabio Granata, per tutelare un bene creato dall’associazione nel 1985.

Un duro lavoro, finanziato allora con i soldi dell’Amministrazione Comunale, per poi essere inghiottito e dimenticato dalla stessa Amministrazione. Tutto ha inizio nel gennaio 2017 a seguito di una lite con i proprietari del fondo. In seguito il Comune ha disposto il verbale di infrazione urbanistica a seguito di controlli da parte dell’Ufficio Tecnico che ha riscontrato in loco una serie di infrazioni a causa delle quali è stato disposto l'ordine di ripristino dei luoghi. A febbraio 2017 viene emessa l'ordinanza di demolizione per abusivismo. Dopo l’emissione della suddetta ordinanza il signor Cianci richiede l’assegnazione per novantanove anni del diritto di superficie di un altro lotto di terreno del Comune di Siracusa mai però ricevuto. “Ho chiesto a maggio 2017”, dice Vincenzo Cianci, “al Comune la concessione di un’area abbandonata per poter spostare il Presepe, ma dopo un anno e mezzo ancora non ho avuto nessuna risposta. Stiamo parlando di un’opera dal valore, secondo me, di mezzo milione di euro e bisognerebbe al limite regolarizzarla non abbatterla”. Il signor Cianci, pertanto, procede alla demolizione del Presepe ricostruendolo su ruote, ma nonostante ciò, a seguito dell’accertamento della Polizia Municipale del dicembre 2018 viene emesso il verbale di inottemperanza alla demolizione da parte del Comune di Siracusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa. Il 7 marzo 2019 si ha l’archiviazione del procedimento penale a carico del signor Cianci da parte della Procura di Siracusa con le dichiarazioni della Polizia Municipale per assenza di abusivismo edilizio. Nonostante l’archiviazione, i proprietari del fondo hanno comunque ottenuto il sequestro dell’area dove sorge il Presepe dal Tribunale di Siracusa che sarà eseguito il 5 giugno 2019.

Amarezza, per questa situazione espressa a gennaio, anche da parte del presidente della circoscrizione di Cassibile Paolo Romano “Abbiamo fatto una battaglia per mantenere in vita questa unicità, ormai diventato monumento apprezzato non solo in Sicilia ma anche nel resto del mondo, ma l’amministrazione siracusana cosa fa? Lo abbatte invece di proteggerlo e valorizzarlo, una cosa assurda e inspiegabile soprattutto se paragonata alle decine di villette abusive costruite sul mare. Faremo il possibile per tutelare questo tesoro, patrimonio di tutti”. Riconoscimenti anche da parte dello storico dell’arte Paolo Giansiracusa nel 2015, quando il presepe ha rischiato di scomparire a causa di un incendio: “Vincenzo Cianci” dice lo storico “Con il suo presepe monumentale, attrazione di Cassibile e di tutto il comprensorio della Sicilia Orientale, ha compiuto un lavoro antropologico degno della grande tradizione incarnata da Giuseppe Pitré ed Antonino Uccello […]. “C’era nelle espressioni delle figure, nella gestualità dei personaggi, un citazionismo colto che risvegliava nella memoria del visitatore esempi alti della cultura artistica europea. Le tecniche esecutive applicate non erano dissimili da quelle degli scultori-scenografi teatrali”.  

Un bene da tutelare dunque da parte del Comune, le cui richieste sono andate a vuoto, destando la rabbia di Vincenzo Cianci che, non ha mai chiesto soldi ai visitatori se non un’offerta simbolica, per far fronte alle spese di luce che determina un’opera così imponente ed ha sempre lottato non contro la legge, ma perché il Comune facesse qualcosa per riconoscere e preservare una risorsa per Cassibile e non solo. Quale sarà il destino di questo bene che nel 2017 ha registrato 3000 visitatori e nel 2018 ben 60000? Si potrà ancora osservare la meraviglia negli occhi dei bambini e delle famiglie che, in visita al villaggio godevano della visione di casette realizzate in cartapesta e cartone con la riproduzione ad altezza naturale della Sicilia di fine ‘900 con 120 statue, alcune delle quali movibili?. Non è dato saperlo e a malincuore si attende domani per la sorte di uno scenario unico dove, a fare da sfondo ai fantocci, sono le scenografie, curate nei dettagli, delle botteghe degli antichi mestieri: l’arrotino, il ricottaro, il fabbro ecc, con gli attrezzi utilizzati anticamente dai contadini che decorano ed accompagnano il visitatore al culmine della sua bellezza, la Natività. Al suo interno non solo capanne e fantocci, ma è possibile immergersi a contatto con la natura, con un giardino botanico che vanta circa 1500 specie di piante, che “sono” attrazione insieme al presepe, per molti scolaresche e turisti. O dovremmo dire: ”erano”?