di Salvo La Delfa

Sono intervenuti tanti docenti ed educatori e, stimolati dalle riflessioni di Nino De Cristofaro e Elio Cappuccio, hanno cercato di leggere la realtà dopo la sospensione di Anna Maria Dell’Aria per l’accostamento di Salvini alle leggi razziali

 

“Come si insegna lo spirito critico”? È intorno a questa domanda posta da Anna  Di Carlo, docente e attivista Cobas scuola, che si è sviluppato l’incontro presso la sede di Arci di Siracusa dal titolo “Insieme per la libertà di insegnamento e di pensiero”, organizzato da diverse associazioni e moderato dalla giornalista Nadia Germano, per riflettere sulla nota vicenda che ha coinvolto la docente Anna Maria Dell’Aria di Palermo a cui è stata comminata una sanzione per non aver vigilato sul lavoro dei  suoi alunni che hanno paragonato le leggi razziali di Mussolini al decreto sicurezza di Matteo Salvini.

In una sala ARCI piena di docenti ed educatori, l’improvvisato collegio dei docenti interscuola ha riflettuto su quanto accaduto e sulla libertà di insegnamento.
“ Per me lo spirito critico non si può insegnare, non si puoi apprendere secondo un modello unico di azione”, continua Anna Di Carlo, “perché lo spirito critico richiede una libertà di movimento che si  esercita attraverso una strategia aperta che non può porre dei condizionamenti a priori. L’insegnamento dello spirito critico senza libertà di movimento non può diventare spirito antidogmatico”.


Hanno introdotto l’incontro Nino De Cristofaro, esecutivo nazionale Cobas Scuola e Elio Cappuccio, docente di storia e filosofica. Il primo, dopo aver riepilogato la vicenda palermitana ha criticato la convocazione della professoressa Dell’Aria da parte del ministro Salvini che a parere di De Cristofaro “ha compiuto una azione antidemocratica”. È stata violata progressivamente qualsiasi idea democratica di un rapporto civile e la questione è stata risolta in maniera autoritaria, continua l’esponente dei Cobas Scuola. “Il nostro è un Paese dove sempre più vince la semplificazione, dove vince la banalizzazione dei problemi che è un insulto alla intelligenza ma anche un insulto alla crescita  e alla discussione. Tutti credono di  essere costantemente informati mentre, in verità, il livello medio di informazione sta crollando.  Dobbiamo fare una grande battaglia culturale, una democrazia può lentamente scivolare verso una dittatura e quindi dobbiamo stare molto attenti”.

Elio cappuccio sottolinea, invece, la necessità di “Conoscere per deliberare”, evidenziando come spesso   la competenza viene messa in secondo piano mentre prevale il solo vigore retorico. “La questione della comunicazione è fortemente connessa all’etos democratico”, dice il docente del liceo classico. “La Democrazia è uno spazio pubblico di confronto in cui gli attori che partecipano al dialogo hanno pari dignità di parola e  in cui definiscono insieme le regole che stanno a fondamento del loro vivere insieme”. Una democrazia si fonda sulla Costituzione, su una corretta comunicazione, sul dialogo reciproco, su una educazione alla parola e soprattutto su quello che è la solennità delle procedure. “Una Democrazia non deve definire cos’è il Bene ma deve dare la possibilità di ricercarlo nel pieno rispetto delle procedure”. Il rischio che si corre oggi è che la democrazia diventi il luogo dell’immediatezza che è il luogo della massificazione, è il luogo dei regimi. “Ciò che caratterizza un sistema illiberale è l’azione diretta, tipica dei regimi squadristici, mentre ciò che caratterizza un sistema liberale è l’azione indiretta tipico dei sistemi social democratici. La tendenza da parte di molti è quello di far prevalere il modello stimolo risposta e quindi l’azione diretta”.

Sono seguiti gli interventi di Pietro Valenti, Dona Confreda, Salvo La Delfa, Nicola Biondo, Marina De Michele, Simona Cascio, Tiziana Biondi, Giulia Giambusso, Sabrina Licata, Santi Zocco, Concetta La Leggia.

Interessante è stata la riflessione di Antonio Ferrarini, dirigente scolastico dell’Istituto “E. Fermi”, che con un comunicato a firma sua e del collegio dei docenti condannò immediatamente quanto accaduto alla professoressa Dell’Aria. Per Antonio Ferrarini il provvedimento è stato firmato dal dirigente Anello per una “svista”, perché impegnato su più fronti in quanto “egli si trova a dirigere l’USR Sicilia e contemporaneamente anche il Provveditorato di Palermo”. Per il preside non c’è stata premeditazione da parte del mondo politico anche se questo stesso mondo ha avallato la decisione firmata da Anello. “Il clima che si è creato crea le condizioni affinché ciò possa avvenire”

Un incontro che ha dato ai partecipanti tanti spunti su cui è necessario continuare a riflettere e a discutere per rendere la scuola un luogo sempre più democratico e per permettere che i nostri studenti sviluppino quel senso critico e acquisiscano quei valori necessari per una corretta lettura della realtà, diventando cittadini informati e consapevoli.

L’incontro è stato organizzato dalle associazioni: Astrea In memoria di Stefano Biondi, REA, ARCI, Cobas Scuola, Stonewall, Unione degli Studenti, Amnesty International, Giosef, Arciragazzi, Zuimama.

[Foto: Tiziana Biondi]