di Veronica Spriveri

 

Intervista a Katia Ornito, operatrice Shiatsu, che racconta quanto sia importante per le donne  e per il loro bambino praticare questa tecnica millenaria con origini orientali

 

Lo Shiatsu è uno dei doni più noti giunti dall’ Oriente, le sue radici storiche risalgono al VI secolo, quando era già piuttosto diffuso in Giappone. Il suo nome deriva da “shi” (dito) e “atsu” (pressione). L’ operatore (“torì”, colui che opera con rispetto), esercita delle pressioni sul corpo del ricevente (“Ukè”, colui che riceve con rispetto) per contattarne la vitalità (“ki”), favorirne il fluire naturale e stimolare l’auto guarigione.

Di rispetto, delicatezza, magia, attenzione, ci ha parlato Katia Ornito, operatrice Shiatsu del Centro Studi Specialistici Ex Ducere. Katia si è avvicinata allo Shiatsu più di dieci anni fa e da almeno 4 anni è approdata al Master per lo Shiatsu in gravidanza, settore che sentiva e sente tuttora molto vicino a sé, in quanto donna e madre di tre meravigliosi bambini.

“Durante il trattamento”, ci racconta Katia, “l’operatore diventa canale. Non c’è nessuna aspettativa, ma soltanto la ricerca del benessere, la cura per sé e per il bambino, la creazione di una relazione con lui che diventa la parte più ricettiva in quel momento così intimo e magico. Il bimbo sente che la sua mamma sta bene e riceve tutti i benefici di questo dialogo a tre. Si sente cullato e protetto. Anche l’operatore impara da questo dialogo, se ne percepisce tutta la magia. Chi è tecnico sa che alcuni punti non devono essere trattati durante la gravidanza, variano tempistiche e posizioni. Il trattamento diventa un valido alleato per alleviare i sintomi più noti della gravidanza come nausea, insonnia, stitichezza, ritenzione idrica e dolori fisici come il mal di schiena”.

Katia Ornito ci parla anche di benessere psichico: lo Shiatsu aiuta a sostenere la donna nelle sue paure, prende in consegna il suo stato d’animo, la sua agitazione, la accompagna durante i cambiamenti del suo corpo e della sua psiche. “L’operatore sta in ascolto della donna, entra in sintonia col suo mondo invisibile, la aiuta a conoscere ed accettare il suo nuovo aspetto e ne sostiene l’emotività anche nelle fasi successive al parto. Dopo la nascita del bambino comincia la fase dell’allattamento, è necessario costruire nuovi ritmi quotidiani, recuperare la propria identità e fonderla con il nuovo ruolo di madre. Riequilibrio fisico e psichico vanno accompagnati e sostenuti. Il trattamento diventa un viaggio, aiuta la donna a scoprire se stessa. Le fasi della vita della donna meriterebbero più attenzione, fin dall’ adolescenza. La donna andrebbe accompagnata in tutti i suoi cicli, prima e durante la menopausa. Un tempo ogni fase aveva la sua importanza, ad ognuna di esse venivano riconosciuti potere e peculiarità simboliche. Mi piacerebbe costruire un percorso delle donne, per le donne. Lo Shiatsu può permettere di creare questo canale con e per la femminilità”.

Occorrerebbe recuperare le vecchie conoscenze sopite dell’essere donna. Vestire i panni dell’uomo ha posto nell’oblio i temi della cura e dell’accudimento. Il tempo del capitalismo e del consumismo corre così tanto da farsi scappare dalle dita l’essenza delle cose piccole, degli sguardi, del tenersi, del contatto, della crescita, dello stare insieme, della condivisione. Ci piace immaginare un grande fuoco in cui canti di donna si intreccino a ciocche di capelli, risa e carezze. In cui nastri e fasce colorate sostengano con braccia e parole, in cui tenersi e con-tenersi siano al centro dell’esistenza. La vita è un dialogo che comincia in un tempo remoto.