di Francesca Garofalo

Fabio Granata, assessore alla Cultura di Siracusa: “Stiamo creando un paesaggio caravaggesco in Piazza Duomo che permetterà in questi mesi un incremento turistico notevole nella nostra città”. Francesco Italia, sindaco di Siracusa: “Un sistema culturale grazie alla stretta collaborazione tra il pubblico e il privato”. Gianni Filippini, presidente Sicilia Musei: “Fare un tavolo di concertazione, di programmazione, con tutti quelli che creano sinergia provoca un effetto moltiplicatore nel settore del turismo”

 

Un silenzio solenne vige in una stanza buia, spoglia di ogni gingillo e vessillo poiché, davanti ad una creazione artistica, non c’è ricchezza superiore alla maestria ed alla genialità di chi l’ha realizzata. Lo spettatore è rapito da una sensazione di pathos, questo il sentimento prevalente alla vista del dipinto di Michelangelo Merisi da Caravaggio, la Crocifissione di Sant’Andrea protagonista della mostra inaugurata giovedì 18 aprile “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea” aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2020 nel Palazzo della Soprintendenza, vicino alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dove è collocato Il seppellimento di Santa Lucia. Curata dagli storici dell’arte Pierluigi Carofano e Nicola Barbatelli, l’esposizione è organizzata da Sicilia Musei con il patrocino della Regione Siciliana, Assessorato regionale dei Beni Culturali, soprintendenza dei Beni Culturali  e Ambientali della provincia di Siracusa e la città aretusea.

A presiedere la cerimonia di inaugurazione, dedicata all’assessore Sebastiano Tusa tra le vittime dell’aereo caduto in Etiopia il 10 marzo, il sindaco Francesco Italia, il presidente della Regione Nello Musumeci, la soprintendente Irene Donatella Aprile e le autorità. Una mostra di straordinaria importanza, poiché la città aretusea è la prima in Italia che vede il ritorno dell’opera di Caravaggio proveniente dalla collezione privata Spier di Londra, appartenuta ancor prima a quella Back Vega di Vienna e gemella di quella di Cleveland, che ha sostituito nel 2017 durante un restauro. Una questione “spinosa”, quella della copia del Merisi che, prima dell’evento, ha provocato non poca confusione e critiche, in quanto era stato comunicato dall’organizzazione e dal Comune che la tela di Cleveland, l’originale, dovesse essere la protagonista dell’evento( https://bit.ly/2VizoPw ). Anche se gemelle, le due tele presentano delle differenze, quella della collezione Spier raffigura gli ultimi istanti di vita del martire precedenti alla crocifissione, che in quella di Cleveland è  già  compiuta. Per quanto eccezionale, la realizzazione di tele gemelle delle sue stesse opere da parte di Caravaggio non è inusuale, ciò era dovuto alla condizione di disagio economico nella quale viveva il pittore  e alla sua frequente insoddisfazione. A tal proposito, famose sono le copie: Il Fanciullo morso dal Ramarro, Il Suonatore di liuto, San Francesco in meditazione  e La Medusa.

Confusione a parte, difficile ottenebrare il prestigio del primo step della “Caravaggio experience” che, oltre alla tela del Merisi comprende anche l’esposizione di due tele dell’amico e allievo Mario Minniti provenienti dal Polo Museale di Messina: Miracolo della vedova di Naim e Maddalena ai piedi della croce. Il secondo step è  previsto il 15 maggio dove, nell’ipogeo della città, a due passi dalla mostra, l’ologramma del pittore introdurrà il visitatore, attraverso proiezioni, realtà  virtuale e suggestioni sonore, ad un percorso immersivo che ripropone la sua esperienza creativa. Due le tematiche prevalenti: il soggiorno siciliano dell’artista nel 1608 ed il tormento degli ultimi anni di vita.

Grande compiacimento per l’evento, al quale ne seguiranno altri, è stato espresso dal presidente della Regione Nello Musumeci: “Siamo soddisfatti per l’impegno che ha profuso la nuova Soprintendenza. Questa è solo una delle iniziative che il mio governo vuole organizzare a Siracusa, non solo città turistica, ma perla della cultura Europea. Per i prossimi due anni, stiamo proponendo e organizzando una serie di grandi eventi itineranti in Sicilia con il dipartimento dei Beni Culturali e  tra questi: uno dedicato al ‘700 nel 2019, uno all’800 nel 2020, uno al ‘900 nel 2021, una mostra sugli anni ’30 in Sicilia, anni di grande sviluppo e poi uno sugli scavi archeologici. Abbiamo bisogno di creare nuovi spazi culturali e museali, poiché nei depositi dei musei abbiamo così  tanti reperti, da poter aprire ancora dieci grandi musei da cinquemila metri quadrati ciascuno.  C’è tanto entusiasmo”, conclude Musumeci, “ed impegno morale nei confronti di Sebastiano Tusa, abbiamo bisogno di suggerimenti, di critica quando non è prevenuta, di supporto e sarò felice se, attraverso la Soprintendenza, ci farete arrivare alcune proposte che speriamo di coniugare. Intanto godiamoci questo straordinario evento espositivo, come straordinario è stato Caravaggio, un delinquente geniale o un geniale delinquente, ma se i delinquenti di oggi fossero geniali come lui, sarei molto più clemente e forse non solo io”.