di Salvo La Delfa

Una superba Laura Marinoni interpreta l’allestimento curato dal regista Davide Livermore che prevede soluzioni tecnologiche e cambiamenti di registri teatrali che appassionano lo spettatore

 

E’ andata in scena al Teatro Greco di Siracusa la prima dell’Elena di Euripide con la regia di Davide Livermore inaugurando in questo modo la 55esima stagione di rappresentazioni nel teatro siracusano. E’ andata in scena la tragedia di Euripide (che sarà replicata fino al 22 giugno), che nell’allestimento del regista Davide Livermore spesso assume carattere di commedia, riabilitando il ruolo di Elena, additata in tutte le altre tragedie come  causa della guerra tra  greci e  troiani.

Una Elena (Laura Marinoni) che si muove, insieme a tutti gli altri protagonisti della tragedia greca, in uno spazio scenico sommerso d’acqua (rappresentante le acque del Nilo), con a destra una barca, al centro la tomba di Proteo e a sinistra un’arpa. Spazio scenico sovrastato da uno schermo di circa venti metri che proietta i video della D Wok con immagini di Elena a tutte le età e di un mare spesso agitato e tumultuoso.

Una scenografia che cattura l’attenzione del pubblico della cavea sollecitato anche dalle musiche originali del compositore Andrea Chenna e dalle brevi parti della Valse di Ravel e del Fandango di Boccherini riprodotti grazie a dei sensori sommersi, facendo diventare l’acqua uno strumento musicale che raccoglie il suono in ogni parte del palcoscenico.

La traduzione del testo di Euripide a cura di Walter Lapini rende i dialoghi tra i protagonisti comprensibili e i costumi di Gianluca Falschi  richiamano lo stile rococò settecentesco.  

La storia raccontata dall’Elena di Euripide parte dall’assunto che Paride non ha rapito Elena, ma un fantasma con le sembianze di Elena. La vera Elena si trova in Egitto, afflitta e disperata per la sua condizione di esule,   dove il re Teoclimeno (Giancarlo Judica Cordiglia)  intende sposarla a forza. Per sfuggirgli, Elena si rifugia sulla lapide marmorea del re Proteo dove incontra, mentre ne stava piangendo la morte riferita da un messaggero, il naufrago marito Menelao (Sax Nicosia), reduce da Troia con pochi soldati. Dopo i dubbi iniziali, Elena e Menelao si riconoscono lasciandosi andare ad un bacio appassionato e studiano un piano di fuga per allontanarsi dall’Egitto.  Fingendo di aver saputo da un viandante (Menelao stesso) che il marito è morto, Elena ottiene dal re Teoclimeno una nave per fare un rito funebre in mare. Imbarcatosi con Elena, Menelao e i suoi (saliti con un pretesto) eliminano la ciurma e fuggono. Il re, gabbato, vorrebbe uccidere la sorella, l’indovina Teonoe (Simonetta Cartia), che con il suo silenzio ha favorito la fuga dei Greci. Ma i Dioscuri lo frenano, convincendolo ad accettare la volontà degli dei.

Nel cast anche Viola Marietti (Teucro), Mariagrazia Solano (una Vecchia), Linda Gennari e Maria Chiara Centorami (messaggeri), Federica Quartana (corifea), Bruno Di Chiara, Django Guerzoni, Giancarlo Latina, Silvio Laviano, Turi Moricca e Marouane Zotti (coro), Vladimir Randazzo e Marcello Gravina (coro e Dioscuri).

Intensa ed appassionante rappresentazione che tiene alto l’interesse dello spettatore coinvolto nel continuo cambiamento dei registri teatrali e sedotto dalle soluzioni tecnologiche che l'allestimento di Davide Livermore propone.