di Salvo La Delfa

Platea piena per partecipare alla seconda edizione dell’evento TEDxOrtygia dal titolo “Empathy – Humanity beyond Technology”. Sono intervenuti filosofi, scienziati, professori per dialogare insieme. Un Think tank nel cuore di Ortigia

 

L’empatia è il motore propulsivo che muove l’economia, i rapporti tra gli stati, la tecnologia, l’interazione con le intelligenze artificiali e il lavoro? Questa capacità umana di immedesimarsi con lo stato d'animo o con la situazione di un'altra persona è “l'amor che move il sole e l'altre stelle”?

Se ne è discusso al teatro comunale di Siracusa nella seconda edizione dell’evento TEDxOrtygia dal titolo “Empathy – Humanity beyond Technology”, preparato dal gruppo locale di TED, organizzazione internazionale nata nel 1984 con lo scopo di condividere le esperienze dei più importanti protagonisti del “pensare” e del “fare”.

Per Giovanni Pagano, direttore creativo di origine siciliana, docente alla SDA Bocconi e con esperienze lavorative in importanti agenzie pubblicitarie, non ci sono dubbi. “C’è una buona notizia: noi siamo provvisti di empatia dal momento in cui nasciamo e lo dimostrano i bambini che si consolano a vicenda quando uno di loro piange.  Mettersi nel panno e, in questo caso nel pannolino, dell’altro è la base dell’empatia”. Giovanni Pagano racconta il caso di Luigi Cadorna, il comandante dell’esercito italiano nella prima guerra mondiale, la cui conduzione dei militari, assolutamente priva di empatia con turni estenuanti in prima linea, mancanza di permessi per ritornare a casa, decimazioni e una disciplina imposta alle truppe eccessivamente rigide e spietata, causò pesanti perdite e favorì la disfatta di Caporetto. Il generale Armando Diaz che aveva un modo di concepire il trattamento dei soldati sicuramente più empatico, con maggiore cura dei soldati, con più permessi per tornare a casa, con periodi più brevi in prima linea e con l’eliminazione dei processi sommari, riuscì a motivare i soldati italiani, organizzando meglio la resistenza sul fiume Piave e sul monte Grappa e portando l’Italia alla vittoria.  Per Giovanni Pagano il passaggio da società “product oriented” ad una società “market oriented” permette una maggiore manipolazione dei cittadini.  Riprende infine il caso della nave “Diciotti, con i 200 immigrati a cui fu negata per più giorni la possibilità di sbarcare. “Ci immedesimiamo, capiamo dai loro sguardi cos’è la paura, cos’è la morte, cos’è la violenza, cos’è il rischio. Chi poteva prendere delle decisioni preferì empatizzare non con loro, con i duecento disgraziati, ma con i potenziali, prendendo una decisione di tipo quantitativa (che potrebbero prendere benissimo le macchine) e non qualitativa”.

Gli fa eco Alberto Peretti, docente di Filosofia del lavoro e coordinatore di Genius Faber società per la valorizzazione del made in Italy. “Di quale felicità parliamo? Non solo di quella legata ad una gioia, ad una happiness, ad uno scatenamento dei sensi ma anche a quella legata ai concetti di giusto, appropriato, conveniente. Parliamo della felicità nel lavoro. Esiste una via mediterranea, italiana, meridiana, al lavoro. Un modo di lavorare antico e modernissimo capace di abbinare due punti che la moderna economia (che sta dimostrando il suo fallimento) ha tenuto ben distinti: la produzione di beni e servizi e allo stesso tempo la produzione di una vita degna di essere vissuta. Una vita ricca intrinsecamente di qualità” Una storia antica che è nata sulle coste del Mediterraneo almeno 2500 anni fa ha trovato la sua espressione con la natività, con il pensiero cristiano, con l’umanesimo, il rinascimento, l’illuminismo e il risorgimento e forse il suo momento apicale con una espressione imprenditoriale incredibile che è stata quella di Adriano Olivetti. “Il lavoro è fare bene, fare le cose con efficacia ed efficienza, produttività, è realizzare prodotti unici per qualità della materia prima e per la funzionalità; il lavoro è anche fare il bene, lavorare significa impegnarsi civilmente, sentire di essere cittadini, cittadini del mondo, portando il nostro responsabile contributo, significa sviluppare una tensione etica, il lavoro è una dimensione avvalorante, dove posso dare valore alla mia esistenza, all’esistenza di chi ci circonda; il lavoro è anche stare bene, e questo terzo aspetto del lavoro è tipicamente meridiano che lo rende unico al mondo, cioè il lavoro  deve essere eudaimonico, felicità, fioritura. Solo in una condizione eudaimonica, di fioritura, è possiible lavorare per riconciliarmi con il mio essere profondo essere. Non sto parlando di happiness, ma sto parlando di fatica, di sacrificio, ma è una fatica che a termine della giornata ci fa sentire fiorito e pieno. Questo è il nostro Genius Faber che può diventare il nostro Genius Factor che può sollevare il nostro modo stanco di fare economia, può ridare nervo ed energia ad imprese ed imprenditori facendoci competere a livello internazionale. Siamo gli unici che hanno come progetto una economia animata dalla vita”.

Paolo Magri, esperto di politica internazionale e docente all’Università Bocconi, parla invece dell’importanza dell’empatia nelle relazioni internazionali. “Che centra l’empatia con le relazioni internazionali? Che centra l’empatia con un mondo di guerre, conflitti, che centra la capacità di accettare che lo stesso fatto qualche altro lo veda e lo legga in modo diverso, considerandolo legittimo accettandolo?”. Magri riporta una frase di Obama al Papa: “E’ la mancanza di empatia che ci sta facendo scivolare nella guerra”. “Obama è un illuso o nella empatia c’è la panacea, la soluzione per regolare i rapporti tra gli Stati”, si chiede Paolo Magri. Per cercare di dare una risposta alle sue domande, l’esperto cita il caso dell’Iran, un Paese sciita circondato da Paesi sunniti, ostili, alcuni dei quali possiedono la bomba atomica e tra questi l’Israele e l’Arabia Saudita sono i peggiori nemici dell’Iran e i migliori amici degli Stati Uniti. Gli iraniani quindi in questo contesto tendono ad avere anche loro la bomba nucleare. “Se ci mettiamo nei panni di un americano che ha subito un bombardamento mediatico con immagini della bandiera americana bruciata e da quando era bambino vedeva i dipendenti dell’ambasciata americana rapiti dagli iraniani è comprensibile pensare che gli iraniani siano il male. In questo contesto si arriva per escalation che solo Obama esercitando l’empatia, cercando di capire le ragioni iraniane, ha smorzato”. Magri cerca di comprendere anche le motivazioni che hanno portato la Russia ad invadere la Crimea e quelle legate alla Brexit: “Chi vuole uscire non capisce le ragioni di chi vuole rimanere e viceversa e il governo di Londra non riesce a capire il punto di vista degli scozzesi e degli irlandesi”.  Eppure c’è un caso in cui utilizzo dell’empatia è servito: “Nel 1983 un aereo passeggeri coreano passò per sbaglio sul territorio russo in pieno periodo di guerra fredda. L’aereo con 269 persone a bordo viene abbattuto dai russi e si rischiò una guerra nucleare. Fu la capacità di capire come gli altri leggevano la vicenda che evitò una guerra: gli inglesi si resero conto che da parte dei russi non c’era cattiva volontà, avevano sbagliato perché i radar non funzionavano”

Rita Cucchiara, professoressa di Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha parlato del rapporto empatico tra gli essere umani e le intelligenze artificiali chiedendosi se si sta costruendo un mondo in cui entrambi possono parlare, possono dialogare e possono avere sentimenti comuni. “L’intelligenza artificiale è un motore pulsante dell’economia mondiale ed è diventata la tecnologia di questo secolo”. Come possiamo interagire con l’intelligenza artificiale, e come possiamo lavorare con qualcuno che è diverso da noi? “Noi dialoghiamo giornalmente con l’intelligenza artificiale con i sistemi di riconoscimento facciale o vocale, i robot sostituiscono gli essere umani nel lavoro o possono lavorare insieme con la robotica collaborativa. L’intelligenza artificiale si riferisce a sistemi, che interagiscono con l’ambiente, ragionano ed imparano con un comportamento intelligente e intraprendono azioni, facendo tutto questo con un certo grado di autonomia in quando sono progettati dall’uomo e per l’uomo”.

Per Rita Cucchiara le intelligenze artificiali ci comprendono e ci capiscono perché riescono ad utilizzare i sensi, possiedono una deep learning fatta da una fitta  rete neurali artificiale. Ma noi riusciamo a comprendere le Intelligenze artificiali? “Questa domanda non è banale. Noi forse riusciamo a comprendere perché sta diventando una realtà molto complessa e quindi in qualche modo potrebbe anche essere difficile da capire in quanto sono sistemi matematici fatti da centinaia di milioni di parametri”

Sono intervenuti anche Gianluca Varisco, esperto di sicurezza informatica, Chief information Security Officer per Arduino. Ha illustrato relativi alla sicurezza aziendale, come la protezione delle informazioni, la sicurezza delle reti e ei sistemi, l’analisi delle minacce la risposta agli incidenti informatici e le tematiche relative ai programmi di rischio.

Guido Zichittella, ha solo 27 anni, siciliano, è un ingegnere chimico e ha completato un Master a Zurigo ricevendo il premio per la migliore tesi nel settore dell’Ingegneria Chimica e di processo dalla Swiss process and Chemical Engineeers Association. Ha parlato della possibilità di recupero della quantità di gas naturale che viene bruciato nella fase di estrazione (circa il 3,5% dell’estratto) perché economicamente poco conveniente per il trasporto suggerendo uno spostamento delle industrie di trasformazione nelle aree di estrazione.

Mariarosaria Taddeo, filosofa ed eticista della tecnologia, ricercatrice all’Università di Oxford,  ha parlato dell’informazione dell’etica del digitale, lavorando sui temi quali l’etica dell’intelligenza Artificiale, l’etica del cyber security e la regolamentazione dei cyber conflicts.

Durante l’evento sono stati anche proiettati i video del talk TED di Tim Urban su ciò che passa nella mente di un procrastinatore e il video TED di Carole Cadwalladr che ha raccontato del ruolo dei social media nella campagna del referendum della  Brexit.

L’evento locale di TEDxOrtygia è stato organizzato da Mario Alessandra, Ilaria Alessandra, Renata Giunta, Marco Lobb, Claudia Vettore, Marina Zappulla e Gaia Zuccaro e presentato da Mario Alessandra.