di Salvo La Delfa

La “Tosca” al Teatro Greco commuove il pubblico siracusano: applausi continui e calorosi. Repliche il 30 a Taormina e il 4 agosto a Tindari

 

Nello splendido scenario del Teatro Greco di Siracusa, in una serata magica con un cielo terso e una luna crescente, è andata in scena la “Tosca”, opera in tre atti di Giacomo Puccini, rappresentata dal Coro Lirico Siciliano. La tappa siracusana ha inaugurato il Festival dei Teatri di pietra che prevede oltre alla messa in scena di Siracusa anche quella di Taormina il 30 luglio e di Tindari 4 agosto.

“Una sfida quella di portare la lirica nei teatri di pietra con una acustica e un palcoscenico diverso rispetto ai teatri chiusi dove le opere liriche sono da sempre rappresentate”. Lo sottolinea il regista, Alessandro Cecchi Paone, a fine serata. “Siamo andati in scena nonostante i problemi di salute di alcuni protagonisti ma ne è valsa la pena per le grandi emozioni che abbiamo ricevuto e che abbiamo dato”.

E’ stata una serata magica segnata dagli applausi calorosi e continui di un pubblico attento per un’opera che racconta una delle storie d’amore più belle e passionali che il melodramma italiano è stato in grado di regalarci. Applausi che sono arrivati anche dopo la morte di Scarpia, pugnalato da Tosca, fatto inconsueto nelle tante rappresentazioni dell’opera. “E’ stata come una liberazione”, ha commentato ancora Alessandro Cecchi Paone, “probabilmente ad applaudire sono state soprattutto le donne”.

A distanza di più di 119 anni dalla prima rappresentazione tenutasi a Roma nel Teatro Costanzi il 14 gennaio 1900,  con  testi scritti da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica e basata sul dramma in cinque atti di Victorien Sardou, Tosca è ancora attuale e suscita emozioni perché  racconta la storia di amore tra il pittore Mario Cavaradossi e  Floria Tosca. Storia d’amore osteggiata dal capo della polizia Barone Scarpia che alla ricerca del console Cesare Angelotti, evaso da Castel Sant’Angelo, conduce Mario Cavaradossi agli arresti  e poi alla condanna a morte mentre tenta di molestare Tosca. Nel finale Tosca uccide Scarpia, Cavaradossi muore sotto fucilazione e Tosca inseguita dai poliziotti, si getta dagli spalti del castello.

La messa in scena al Teatro Greco di Siracusa ha visto la partecipazione del soprano bulgaro di fama internazionale Svetla Vassileva nel ruolo di Tosca, il tenore siracusano Marcello Giordani che ha interpretato Cavaradossi e il baritono Alberto Mastromarino nel ruolo di Scarpia. Un coro e personaggi minori all’altezza della situazione che hanno convinto il pubblico siracusano che ha potuto ascoltare le arie più famose.

Con “Recondita armonia” Cavaradossi che sta dipingendo il quadro della sorella di Cesare Angelotti, marchesa Attavanti, dichiara tutto il suo amore per Floria Tosca dichiarandole che anche durante la sua attività artistica il suo pensiero è solo per lei. “Recondita armonia/di bellezze diverse!.../E' bruna Floria,/l'ardente amante mia,/e te, beltate ignota,/cinta di chiome bionde!/Tu azzurro hai l'occhio,/Tosca ha l'occhio nero!/L'arte nel suo mistero/le diverse bellezze insiem confonde:/Ma nel ritrar costei/Il mio solo pensiero,/il mio sol pensier sei tu,/Tosca, sei tu!”

Con “Tre sbirri... Una carrozza.../” Scarpia inizia a progettare il suo piano per strappare Tosca da Cavaradossi. “Tre sbirri... Una carrozza.../Presto!... seguila/dovunque vada!... non visto!.../provvedi!/Palazzo Farnese!/Va, Tosca!/Nel tuo cuor s'annida Scarpia!.../Va, Tosca!/È Scarpia che scioglie a volo/il falco della tua gelosia./Quanta promessa nel tuo pronto sospetto!/Nel tuo cuor s'annida Scarpia!.../Va, Tosca!”

Commovente Tosca in “Vissi d'arte, vissi d'amore”: “Vissi d'arte, vissi d'amore, non feci mai male ad anima viva!/Con man furtiva/quante miserie conobbi aiutai./Sempre con fè sincera/la mia preghiera/ai santi tabernacoli salì./Sempre con fè sincera/diedi fiori agl'altar./Nell'ora del dolore/perché, perché, Signore,/perché me ne rimuneri così?/Diedi gioielli della/ Madonna al manto, e diedi il canto agli astri, al ciel,/che ne ridean più belli./Nell'ora del dolor/perché, perché, Signor,/ah, perché me ne rimuneri così?”

Cavaradossi commuove infine con “E lucevan le stelle”: “E lucevan le stelle,/Ed olezzava la terra/Stridea l'uscio dell'orto/E un passo sfiorava la rena./Entrava ella fragrante,/Mi cadea fra la braccia./O dolci baci, o languide carezze,/Mentr'io fremente le belle forme disciogliea dai veli!/Svanì per sempre il sogno mio d'amore./L'ora è fuggita, e muoio disperato!/E muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!/Tanto la vita!”.

Per le rappresentazioni di Tindari e Taormina I biglietti sono disponibili sui principali canali di vendita online e nei punti vendita presenti su tutto il territorio nazionale: TicketOne, Tickettando, Vivaticket, CPS Music Box Office, Box Office Sicilia. Per informazioni è possibile contattare il numero 351 546 02 36 (anche via WhatsApp) , la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e seguire i canali Facebook e Instagram del Coro Lirico Siciliano

[Foto: Mascia Quadarella]