di Salvo La Delfa

Applaudita “Aida” al Teatro Antico di Taormina. La produzione di “Mythos Opera Festival” ha affascinato il pubblico presente

 

Teatro Antico di Taormina pieno per assistere alla messa in scena dell’Aida, l’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi. La produzione di punta della terza edizione del Mythos Opera Festival, che ha visto alla regia Attilio Colonnello, è stata presentata dal direttore artistico Nino Strano che ad inizio serata ha dedicato la serata a Franco Zeffirelli, regista e artista recentemente scomparso.

Un evento che ha visto la partecipazione di un pubblico composito, appassionati, turisti italiani e stranieri, tanti giovani a dimostrazione che l’opera lirica non è di nicchia e sta uscendo dal guscio in cui per un certo periodo era stata relegata. Un pubblico caloroso che ha più volte applaudito durante la rappresentazione, che ha incoraggiato i protagonisti e ha seguito fino alla fine l’opera, nonostante la tarda ora a cui è terminata.  

Marco Boemi ha con passione e slancio diretto l’Orchestra Filarmonica della Sicilia nell’esecuzione dell’impegnativa opera di Verdi, ha guidato e coordinato gli strumentisti, i cantanti e i coristi dando una personale interpretazione ed impostazione al componimento musicale.

La scenografia di base ha previsto una struttura di sei gradini su cui si ergeva al centro una colonna a forma di parallelepipedo e su cui erano posizionati ai lati due insiemi di triangoli equilateri (tre) aventi tutti lo stesso centro e che si illuminavano tutti insieme o uno per volta. Durante la rappresentazione la scenografia si è arricchita con una struttura tetraedrica per figurare una tenda di accampamento, una struttura cubica a simboleggiare la tomba di Radames, e delle vele triangolari per raffigurare il ritorno delle navi dalla battaglia.  La messa in scena è stata illuminata inizialmente da luci con sfumature viola e giallo ocra. Durante la rappresentazione sono virate al rosso e poi al blu intenso per chiudere con una prevalenza di rosso e poi giallo, che sono i colori vivi e classici del mondo egiziano. L’effetto generale è stato armonico con gli elementi presenti sul palco messi bene in evidenza da una illuminazione che è stata rispettosa del Teatro Antico mettendone in evidenza gli elementi architettonici peculiari.

I costumi sono stati realizzati con tutti gli elementi decorativi tipici dell’antico Egitto, si sono presentati con un disegno essenziale ed elegante, con una tavolozza dei colori che riprende i motivi egiziani, colori chiari e luminosi su tessuti leggeri. 

Il regista Attilio Colonnello con l’aiuto Marco Strano hanno coordinato il movimento dei protagonisti, dei coristi del Coro Lirico Mediterraneo, delle comparse. Ottima la scelta di far cantare in alcuni momenti i coristi ai bordi della cavea del Teatro Antico, producendo un effetto interpretativo interessante. Le ballerine in diversi momenti dello spettacolo hanno volteggiato sul palco con maestria interpretando con movimenti e figure del proprio corpo la musica e le coreografie. Nel complesso una buona recitazione di tutti e un ottimo raccordo tra tutte e le tante figure presenti nella messa in scena.

Bravi tutti i cantanti dal soprano Giovanna Casolla che ha interpretato Amneris, ad Emma McDermott (Aida), Andrea Zese (Amonasro), Roberto Cresca (Radames),  Matteo Benvenuti (Messaggero),  Alexis Trejos (Ramfis),  Angelo Sapienza (Re), Zuly Inirio (Sacerdotessa).

Gli interpreti sono stati tutti all’altezza dell’interpretazione dell’opera di Verdi che fu messa in scena per la prima volta il 24 Dicembre 1871 al Teatro Nazionale del Cairo ottenendo un enorme successo continuando ad essere una delle opere liriche più conosciute. L’ottima estensione, timbro e volume e l’ottima tecnica vocale hanno permesso a tutti i cantanti di affrontare nel modo migliore i ruoli con voci belle,  regolari, potenti e armoniose.  

Si inizia nell’introduzione del primo atto con “Se quel guerrier io fossi” cantata Radames a cui segue “Celeste Aida” e “Vieni, o diletta, appressati” cantata dal terzetto Amenris, Aida, Radames. La scena 1 dello stesso atto vede Aida cimentarsi con “Ritorna vincitor!...” per passare nel finale  (scena 2) al duetto “Nume, custode e vindice” interpretata da Ramfis e Radamès.

Nel secondo atto bellissimo il duetto di Aida e Amenris dal titolo “Amore! amore! Gaudio... tormento...”  e l’inno “Gloria all'Egitto, ad Iside” che introduce la “Marcia trionfale” e, tra gli altri, il pezzo di d'assieme “Ma tu, Re, tu signore possente” con Amonasro, Re, Radamès, Aida, Amneris, Ramfis, Prigionieri, Schiave, Sacerdoti, Popolo

Nel terzo atto la scena “Vieni d'Iside al tempio” cantata da Ramfis e Amneris e il  “Qui Radamès verrà... Che vorrà dirmi?” e la romanza “O cieli azzurri... o dolci aure native  cantate” entrambe da Aida . Nel finale del terzo atto il duetto “Pur ti riveggo, mia dolce Aida...” con Radamès e Aidala scena “Ma, dimmi: per qual via” con Aida, Radamès, Amonasro e il finale “Traditor! - La mia rival!..” cantata da Amneris, Aida, Amonasro, Radamès e Ramfis.

Nel quarto atto “L'aborrita rivale a me sfuggia...”  e “Io l'amo... Io l'amo sempre...”  entrambe di Amneris, la splendida scena del giudizio con “Ohimè!... morir mi sento... Oh! chi lo salva?”   di Amneris e “Spirto del Nume, sovra noi discendi!”  interpretata dai Sacerdoti, Amneris, Ramfis, e dal  Coro. Emozionante la scena finale “La fatal pietra sovra me si chiuse...”  di Radamès e Aida e il “Morir! sì pura e bella!” di Radamès, Aida, Amneris, Sacerdoti e Sacerdotesse.

L’Aida di Giuseppe Verdi,  su  libretto di Antonio Ghislanzoni, narra di Aida, principessa  Etiope fatta schiava e portata in Egitto, che  si innamora del comandante delle truppe egiziane Radames che ricambia il suo amore nonostante che la figlia del faraone, Amneris, anche lei innamorata di Radames. Fatto schiavo, il re di Etiopia  e  padre di Aida convince quest’ultima a  farsi dire da Radames  il luogo dove le truppe egiziane si muoveranno per conquistare l'Etiopia. Radames cade nella trappola e accusato di tradimento viene condannato a essere sepolto vivo, nonostamte le suppliche che Amneris rivolge a suo padre ed ai sacerdoti. Aida, ancora innamorata di lui, non lo abbandonerà neppure nella morte e morrà insieme con lui.