di Salvo La Delfa

Sebastiano Lo Monaco interpreta “Iliade” di Monica Centanni in maniera superba, vibrante e commovente. Musiche originali di Dario Arcidiacono interpretate magistralmente dal Quartetto Aretuseo

Si è conclusa applaudita calorosamente e lungamente dal pubblico siracusano la rappresentazione “Iliade – Da Omero a Omero” scritta da Monica Centanni, interpretata interamente dal grande attore siracusano Sebastiano Lo Monaco con le musiche di Dario Arcidiacono eseguite dal Quartetto Aretuseo (Corrado Genovese e Christian Bianca ai violini, Matteo Blundo alla viola e Stefania Cannata al violoncello).

Si è conclusa con Sebastiano Lo Monaco che emozionato ringraziava chi gli aveva permesso per la prima volta di calcare il palco del Teatro Comunale, proponendo nel frattempo di intitolare il Teatro all’attore attore Salvo Randone.

 L’Iliade di Monica Centanni riprende la storia della spedizione dei greci contro Troia ricordando la bellezza di Elena, il sacrificio di Ifigenia, la morte di Patroclo, l’artifizio del cavallo e l’assedio e la conquista di Troia, l’uccisione di Ettore e l’intervento di Priamo. Superbo Lo Monaco, generoso, commovente, vibrante, tenero e duro, versatile interprete del testo di Monica Centanni definita dal grande attore la moderna Omero. “Iliade, tremila anni dopo la guerra di Troia. Perché cantare ancora quella guerra? Non ci sono altre, guerre, altri eroismi, altre atrocità, altre vittorie e altre sconfitte da raccontare?” si chiede già all’inizio Sebastiano Lo Monaco che si presenta sul palco con lupetto a collo alto nero e giacca grigia scura.

“La storia di Troia è la prima storia, è la prima nostra storia di Occidente che ha avuto l’onore di un canto ed è la storia di una guerra il cui la parola barbaro non compare mai. In questa storia non ci sono nemici ma solo eroi”. Comprendere se fu colpa di Ares e Afrodite è il “leitmotiv” che viene durante tutta la rappresentazione ripreso.

“Fu colpa del dio della guerra della dea dell’amore? Fu colpa della potenza incontrastabile di Eros che travolse Elena e le fece abbandonare la casa il marito e la piccola figlia, fu colpa della potentissima Afrodite, la dea dell’amore che disarma, o fu colpa di Ares il dio della guerra, implacabile, feroce, che si nutre di sangue umano, furia omicida, folle, avido di vite umane?” L’Iliade di Monica Centanni e di Sebastiano Lo Monaco si conclude con Achille che piange per suo padre e per Patroclo mentre Priamo piange per Ettore.

 “Piangono insieme il vincitore e il vinto perché nell’Iliade, poema di guerra e di strage, la parola barbaro non compare mai”.