di Rosa Tomarchio

Antonio Casciaro è sociologo, docente di Teoria del cinema, esperto di arte contemporanea e di tradizioni orientali e insegnante di Tai Chi Chuan. Un mix di competenze che ne fanno un unicum nel panorama siracusano.

Da sempre si è occupato di benessere individuale e sociale. Siamo andati a trovarlo nel suo studio che guarda sui tetti di Ortigia. Come si intreccia la tua attività di studioso di arte contemporanea con la meditazione orientale che tu insegni? "La meditazione, non è altro che una pratica di riaddestramento dell’attenzione - ci spiega - e questa richiede un coinvolgimento integrale dell’uomo nelle sue componenti fisiche, energetiche e mentali". La meditazione connessa alle arti marziali interne come il Tai Chi è veramente un acceleratore di benessere. In cosa consiste? "La pratica del Tai Chi Chuan si articola in una una serie di movimenti lenti e circolari che ricordano una danza silenziosa, ma che in realtà riproducono la lotta con un opponente immaginario. Nella lentezza e nella calma si coltiva la forza interiore, l’armonia mente-corpo e quindi la concentrazione e la volontà, ecco perché il Tai Chi è praticato sia da persone che hanno un bisogno terapeutico di tipo metabolico o neurologico, ma anche da sportivi e da persone che hanno bisogno di potenziare le loro performance: dallo sportivo agli astronauti". Attualmente l'Accademia di Qi Gong (lavoro con l'energia) e Arti marziali interne (AQAM), di cui Antonio Casciaro è il direttore tecnico, offre classi per ragazzi e adulti di meditazione, interventi olistici per il riequilibrio energetico e corsi di autodifesa personale. "Ho semrpe studiato l'arte, le arti, per me non c'è alcuna differenza tra arti marziali, teatro, arte contemporanea, trattasi sempre di un incontro tra l'uomo e ciò che ha di più profondo dentro di lui - spiega il sociologo - e cioè la verticalità, la consapevolezza, lo studio della coscienza attraverso il gesto, sia esso simboico, corporeo, mentale".  Casciaro è un precursore della storica posizione teorica alternativa contrapposta a suo dire al cosiddetto riduzionismo secondo cui le proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue singole componenti. Perchè l'olismo? "L'olismo perchè insegna che viviamo all'interno di una grande "campo" e quest'ultimo è più importante di noi. Con l'arte tentiamo di entrare in armonia. Con l'olismo, semplicemente.  La cultura cinese è permeata dal principio dell’olismo, che nella pratica delle arti marziali possiamo intendere a vari livelli. Nella pratica collettiva, gli effetti sono ancora più importanti perché si crea un campo di qi, un’interazione tra l’energia di più soggetti, che va a creare un nuovo equilibrio, diverso da quello individuale: in questo caso, la salute del singolo individuo si promuove uniformando la respirazione all’unisono.

Ad un secondo livello, c’è l’unità tra il soggetto e l’esterno, per cui un corpo si dice armonico solo se riesce ad adattarsi continuamente agli stimoli che l’ambiente esterno gli dà. A questo livello, la salute consiste nel reagire agli sbalzi climatici senza ammalarsi, saper scegliere i cibi in accordo con la stagione, interagire con degli stimoli lesivi al fine di ridurre il danno e mantenere l’integrità del corpo. Infine, un terzo livello consta nella tensione all’unità che deve essere sviluppata tra le varie componenti della società, un’integrazione armonica in cui i compiti e le abilità di ogni membro vengono valorizzati e inseriti in una pratica di scambi paritari.